"The Greatest"
Record: 56-5 (37 KO)
Float like a butterfly, sting like a bee. His hands can't hit what his eyes can't see.
Cassius Clay diventa Muhammad Ali nel 1964, dopo aver conquistato il titolo mondiale battendo Sonny Liston. Ali trasforma la boxe in teatro, in poesia, in dichiarazione politica.
Il suo rifiuto di arruolarsi nella guerra del Vietnam gli costa tre anni e mezzo di carriera nel suo picco atletico. Torna nel 1970 e dimostra che la grandezza si misura in resilienza.
I match contro Joe Frazier e George Foreman sono leggenda. Il 'Rumble in the Jungle' del 1974 è forse il più grande upset della storia: Ali, dato per spacciato, batte il giovane e imbattibile Foreman con intelligenza tattica pura.
Ali era un maestro della psicologia, capace di entrare nella testa dell'avversario prima di salire sul ring. Il trash talk era strategia, non show.
Muhammad Ali
The Greatest
1960-1981
Pesi Massimi
56-5 (37 KO)
Sonny Liston
25 febbraio 1964
Vittoria per KO (Round 6)
Conquista del titolo mondiale a 22 anni. Liston si arrende in panchina.
Joe Frazier
8 marzo 1971
Sconfitta ai punti
Il primo match del secolo. Ali perde il titolo dopo 3 anni di assenza.
George Foreman
30 ottobre 1974
Vittoria per KO (Round 8)
Rumble in the Jungle. Ali batte il giovane imbattibile Foreman.
Joe Frazier
1 ottobre 1975
Vittoria per KO (Round 14)
Thrilla in Manila. Uno dei migliori match della storia.
Joe Frazier
George Foreman
Sonny Liston
Campione mondiale dei pesi massimi (3 volte)
Medaglia d'oro olimpica (1960)
Icona culturale globale
Footwork rivoluzionario per un peso massimo: Ali si muoveva come un welter, con passi laterali rapidi e cambio di direzione istantaneo.
Il 'rope-a-dope': tattica inventata contro Foreman, dove Ali si copriva sulle corde lasciando che l'avversario si esaurisse, per poi contrattaccare.
Jab fulmineo e preciso, usato non solo per colpire ma per misurare distanza e controllare il ritmo del match.
Difesa basata su riflessi e movimento piuttosto che su guardia alta: Ali schivava i colpi con movimenti minimi della testa e del busto.
Muhammad Ali ha dimostrato che un pugile può essere più grande dello sport stesso. Ha usato la sua piattaforma per parlare di giustizia sociale, religione, politica. Ha pagato prezzi altissimi per le sue convinzioni. E ha vinto comunque. La boxe prima di Ali era sport. Dopo Ali è diventata cultura globale.