"The Sweetest Science"
Record: 173-19-6 (108 KO)
You always say 'I'll quit when I start to slide', and then one morning you wake up and realize you've done slid.
Walker Smith Jr. diventa Sugar Ray Robinson rubando la licenza di un altro pugile. Il nome era falso, ma la grandezza era reale. Dal 1940 al 1951 perde solo una volta in 131 match.
Robinson domina i pesi welter e poi sale ai medi, dove costruisce una rivalità leggendaria con Jake LaMotta. Sei match in totale, cinque vinti da Robinson, incluso il famoso 'St. Valentine's Day Massacre' del 1951.
Vince il titolo mondiale dei medi cinque volte in carriere diverse, un record che testimonia non solo il talento ma la longevità. Combatte fino a 44 anni, ben oltre il suo prime atletico.
Robinson era un businessman, un entertainer, un pioniere. Viaggiava con un entourage, aveva una Cadillac rosa, viveva come una star. Ha aperto la strada per i pugili che sono venuti dopo.
Sugar Ray Robinson
The Sweetest Science
1940-1965
Welter / Medi
173-19-6 (108 KO)
Jake LaMotta
14 febbraio 1951
Vittoria per KO (Round 13)
St. Valentine's Day Massacre. Robinson conquista il titolo mondiale dei medi.
Gene Fullmer
1957-1960
2 vittorie su 3 match
Rivalità ai medi. Robinson vince i match più importanti.
Jake LaMotta
Gene Fullmer
Carmen Basilio
Campione mondiale dei welter (1946-1951)
Campione mondiale dei medi (5 volte)
173 vittorie professionali
Considerato il pugile più completo di sempre
Combinazioni fluide e imprevedibili: Robinson passava da jab a gancio a uppercut con una naturalezza che sembrava danza.
Potenza da entrambe le mani: poteva finire un match con qualsiasi colpo, da qualsiasi angolazione.
Footwork perfetto: si muoveva sul ring con equilibrio costante, sempre in posizione per attaccare o difendere.
Timing soprannaturale: sapeva esattamente quando accelerare, quando rallentare, quando esplodere.
Ali è il più famoso, Robinson il più grande tecnicamente. Ogni pugile dopo di lui ha studiato Robinson. Il suo stile ha influenzato generazioni. Muhammad Ali ha detto: 'Robinson era il re, il maestro, il mio idolo.'